Imposta sulla Pubblicità: quando “il cartello” non è soggetto al versamento

Imposta sulla Pubblicità: quando “il cartello” non è soggetto al versamento

La Ctr Lombardia, in tema di Imposta sulla Pubblicità, ha affermato che i cartelli posizionati nel parcheggio adiacente al bar, non sono soggetti al versamento dell’Imposta in quanto possono essere notati solamente dalle persone che entrano nel parcheggio; essi non colpiscono quindi una massa indeterminata di persone. Questo, in buona sostanza, quanto stabilito dai Giudici con la sentenza n. 3602/2019 del 25 settembre scorso. La questione riguarda un avviso di accertamento notificato per alcuni cartelli, che riportavano la dicitura “parcheggio riservato ai clienti”, posizionati nel parcheggio attiguo ad un bar. Per i Giudici regionali, nel caso di specie, non è possibile riscontrare la natura pubblicitaria dei cartelli. In precedenza la Cassazione, in merito allo stesso tema, aveva dichiarato che “I cartelli indicatori di industrie, laboratori artigianali e negozi di vendita al minuto costituiscono insegne, perché sono segni distintivi del luogo ove dette attività vengono svolte. Tali cartelli, rivolgendosi a una massa indeterminata di possibili acquirenti e utenti svolgono una funzione pubblicitaria, la quale non deve necessariamente accompagnarsi a una vera e propria operazione propagandistico reclamistica”. I cartelli oggetto del contenzioso però risultano collocati nel parcheggio attiguo al bar e, per questo motivo, non svolgono una funzione pubblicitaria. Questo principio viene inoltre maggiormente giustificato dal fatto che i cartelli di parcheggio sono rivolti verso il parcheggio stesso e non sono visibili dalla strada. Ne consegue che non si rivolgono ad una massa indefinibile di possibili acquirenti e/o utenti, bensì sono visibili solamente a coloro che sono già entrati nel parcheggio e quindi hanno già deciso di fermarsi nel locale.