Magazzini, aree di produzione e grandi negozi: in arrivo l’esenzione

Magazzini, aree di produzione e grandi negozi: in arrivo l’esenzione

Manca ormai solamente la firma del Ministro dell’Ambiente al nuovo decreto attraverso il quale il Ministero attuerà le nuove regole sulla TARI per gli operatori economici.

Dopo anni di attesa ed in seguito alla diffida del Tar del Lazio, i tecnici del Ministero hanno messo mano al provvedimento che servirà a superare le continue diatribe che nell’ultimo decennio hanno visto protagoniste le imprese e Comuni sull’entità del conto rifiuti.

La problematica riguarda sostanzialmente le assimilazioni di alcuni rifiuti ai rifiuti urbani. Nello specifico oltre ai rifiuti speciali, gestiti autonomamente dalle aziende pagando il servizio agli operatori specializzati a cui hanno conferito incarico, esiste l’ampia categoria dei “rifiuti speciali non pericolosi”, i quali, con una previsione regolamentale, possono essere “assimilati” ai rifiuti urbani. Ne consegue l’applicazione della Tassa Rifiuti per lo smaltimento degli stessi.

Il problema però è sempre stato quello di individuare il grado di applicazione di queste assimilazioni. Da qui la necessità di affidare la soluzione ad un decreto attuativo.

Fino ad oggi diversi sono stati gli interventi dei giudici tributari che, in assenza di un decreto che mettesse ordine, sono stati chiamati a decidere sulle controversie tra Comuni e imprese. I primi, in assenza di decreti attuativi mirati, hanno tassato e tariffato liberamente, le imprese invece hanno sollevato più di qualche lamentela perché “costrette” a pagare anche sui rifiuti smaltiti autonomamente.

Ricordiamo però come anche le recenti pronunce della Cassazione hanno dato ragione agli enti per quanto concerne la possibilità di tassare, ad esempio, i magazzini.

In questa situazione indefinita interviene il decreto che libera magazzini e attività commerciali medio-grandi dalla tassazione. Stessa sorte anche per i negozi di abbigliamento, gli autosaloni e le librerie con più di 400 metri quadrati di superfici di vendita. I supermercati che superano gli 800 metri quadrati, le edicole, le farmacie e tabaccai da oltre 250 mq, etc…

Per questi edifici sarà possibile tassare solo quella parte di rifiuto prodotto nelle mense, negli uffici e nei locali di servizio, ovviamente anch’essi regolamentati dal provvedimento.

A questo punto la riflessione da farsi è la seguente: tutto il mancato incasso derivante dalle suddette limitazioni che impatto avrà sui restanti contribuenti? Come sappiamo la Tari deve coprire integralmente i costi del servizio e se le restrizioni in termini di ambito di applicazione non vengono accompagnate da una rimodulazione dei costi che la Tari deve finanziare tutto ciò che non viene versato da una utenza ricadrà su tutti gli altri, famiglie comprese.

Probabilmente andremo incontro ad una fase transitoria lunga per permettere alle amministrazioni di prendere le dovute misure al decreto evitando così spiacevoli inconvenienti.