Imposta sulla pubblicità: i cartelli di “pubblica utilità”

Imposta sulla pubblicità: i cartelli di “pubblica utilità”

La Ctp Reggio Emilia, con la sentenza n.158/1/2021, ha stabilito che i cartelli stradali a forma di freccia che indicano la direzione per raggiungere un’impresa di pubblica utilità non sono soggetti al versamento dell’Imposta di Pubblicità.

Una società di smistamento e consegna della Posta aveva ricevuto un avviso di accertamento per omesso versamento dell’imposta di pubblicità in riferimento ad un cartello a forma di freccia installato sul territorio comunale, indicante la direzione per raggiungerne l’impresa.

Il provvedimento veniva impugnato dalla contribuente la quale asseriva che, ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera b), del Dlgs 507/93 che recita testualmente: “gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate adiacenze del punto di vendita, relativi all’attività svolta, nonché quelli riguardanti la localizzazione e l’utilizzazione dei servizi di pubblica utilità, che non superino la superficie di mezzo metro quadrato e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili sui quali sono affissi, di superficie non superiore ad un quarto di metro quadrato tra le insegne da considerarsi esenti. Il cartello era esente dall’Imposta perché, appunto, trattasi di un cartello di “avvisi al pubblico” riguardanti la localizzazione e l’utilizzazione dei servizi di pubblica utilità, con superficie inferiore al mezzo metro quadrato che deve quindi essere inquadrato come “segnale di indicazione”, in base all’art. 39 del codice della strada.Di parere contrario l’ufficio che invece considerava ininfluente la funzione svolta dal cartello ritenendolo assoggettabile all’Imposta.

Per i Giudici della commissione tributaria, il ricorso presentato dalla Società trova fondamento. Ricorda la commissione come, secondo l’orientamento prevalente della Cassazione, un servizio di pubblica utilità è finalizzato all’ineludibile esigenza di assicurare la gestione di un’attività necessaria alla comunità. Il servizio postale fornito dalla Società ricorrente appartiene a questa categoria poiché assicura alla collettività l’accesso e la fruizione del servizio postale.

Quanto sancito dalla Ctp Reggio Emilia conferma la recente pronuncia della Ctr Lombardia la quale, con la sentenza 1885/20/2021 aveva stabilito che, il cartello stradale a forma di freccia direzionale non ha alcuna valenza di messaggio pubblicitario, limitandosi a fornire un servizio di pubblica utilità.