ICI: abitazione principale, residenza e dimora abituale

ICI: abitazione principale, residenza e dimora abituale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20686 del 19 luglio scorso, si è nuovamente pronunciata in ambito ICI in merito all’agevolazione per abitazione principale nel caso in cui il soggetto passivo abbia la residenza anagrafica in comune diverso da quello in cui è ubicata l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Secondo i giudici il beneficio trova applicazione poiché per abitazione principale deve intendersi quella in cui il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente, a prescindere dal dato formale della residenza anagrafica e facendo riferimento al dato fattuale dell’effettiva dimora del nucleo familiare.

Un Comune aveva accertato un contribuente applicando una maggiore imposta ICI per il mancato riconoscimento dell’aliquota agevolata per un immobile di proprietà del contribuente presso il quale lo stesso dimorava abitualmente ma in cui non aveva trasferito la residenza anagrafica. Il contribuente impugnava l’accertamento in primo grado trovando accoglimento, di diverso parere invece i giudici Regionali che davano ragione al Comune. Da qui il ricorso in Cassazione adducendo a motivazione la violazione, da parte dei Giudici di secondo grado, dell’art. 8, comma 2, del Dlgs 504/92 poiché gli stessi affermato che, per l’applicazione dell’aliquota agevolata si rendeva necessario il trasferimento della residenza anagrafica presso l’immobile oggetto di tassazione. La Suprema Corte ha ritenuto fondata la motivazione proposta dal contribuente alla luce dell’orientamento consolidato per il quale “l’agevolazione prevista per l’immobile adibito ad abitazione principale non può essere negata […] per la divergenza tra il luogo indicato e la residenza anagrafica del contribuente”.

Il già citato art. 8, comma 2, del d. Igs. n. 504/1992 definisce abitazione principale il luogo nel quale il contribuente, che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale, e i suoi familiari dimorano abitualmente, concetto che, secondo i Giudici, “prescinde — con evidenza — dal dato formale della residenza anagrafica, e attiene, invece, al dato fattuale dell’effettiva dimora del nucleo familiare del contribuente”.

Il principio enunciato viene avvalorato dalla lettera della norma che lega l’agevolazione alla condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale del soggetto passivo, “intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica” (modifica introdotta dalla legge n. 296/2006). Il legislatore, infatti, nell’introdurre la presunzione iuris tantum della coincidenza tra il comune della residenza anagrafica del contribuente e la localizzazione dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, ha riaffermato il principio che, ai fini della detrazione, l’abitazione principale non è necessariamente determinata dalla residenza anagrafica del contribuente, il quale ha l’onere di fornire prova contraria. Ne consegue che, ai fini ICI, in tema di detrazione per l’abitazione principale, in base all’art. 8, comma 2, del Dlgs 504/92, il beneficio spetta anche se il contribuente ha la residenza anagrafica in comune diverso da quello in cui è ubicata l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

Sul punto deve ricordarsi il diverso approccio a tale agevolazione presente nella disciplina IMU: dal 2012, infatti, il tributo comunale riconosce i benefici per abitazione principale all’immobile nel quale il contribuente ha tanto la dimora quanto la residenza. Peraltro, è richiesto che tale requisito sia verificato anche in capo ai familiari del contribuente. La situazione esaminata nella sentenza in commento, che ai fini ICI permetteva di beneficiare dell’esenzione dal pagamento del tributo, ai fini IMU risulta essere ordinariamente imponibile in quanto non può validamente essere designata quale abitazione principale