ICI/IMU: chi paga nel caso di abusivismo edilizio

ICI/IMU: chi paga nel caso di abusivismo edilizio

La Ctp di Caltanissetta con la sentenza n. 753/1/2017 ha affermato che “i fabbricati costruiti abusivamente su terreno in comproprietà di più persone sono imponibili Ici solo nei riguardi del soggetto che ha realizzato l’edificio e non di tutti i comproprietari”.

I Giudici si sono pronunciati riguardo ad un terreno in comunione tra più comproprietari che, in seguito a scrittura privata, era stato diviso. Uno dei comproprietari sulla porzione di sua proprietà aveva costruito un fabbricato senza le autorizzazioni necessarie salvo poi presentare al Comune istanza di sanatoria per il fabbricato stesso. Infine, con atto notarile redatto dopo molto tempo dalla scrittura privata, i comproprietari hanno proceduto a formalizzare e ratificare la divisione, disponendo le conseguenti rettifiche alle intestazioni catastali delle particelle.

Il Comune emetteva avvisi di accertamento Ici a carico di tutti i comproprietari adducendo a motivazione il fatto che l’unità in esame avrebbe dovuto considerarsi nella proprietà comune, pro quota (in virtù del diritto di accessione). Per quanto concerne invece la scrittura privata l’Ente rilevava come la stessa fosse venuta alla luce e formalizzata solamente in epoca successiva. Il contribuente contestava gli atti eccependo la carenza di soggettività passiva, per non essere proprietario neppure pro quota dell’immobile in questione.

I Giudici hanno accolto il ricorso del contribuente osservando come la disciplina dell’accessione operi in materia di comunione solo nei limiti in cui la costruzione sia stata realizzata nel rispetto delle norme che regolano la stessa. Qualora, invece, i lavori siano stati eseguiti in difformità dalla normativa, abusivamente, e dunque in assenza di accordo tra i proprietari, la titolarità del bene compete unicamente al soggetto che li ha effettuati. Il Comune, secondo la Commissione, avrebbe potuto rilevare il carattere abusivo della costruzione e la sua imputabilità solo ad uno dei contitolari ovvero colui il quale aveva presentato l’istanza di sanatoria. Così impostata la questione, diventa irrilevante il fatto che la scrittura privata di divisione non fosse stata portata a conoscenza dell’ente locale.

Inoltre, l’applicazione dell’Ici, sino al 2010, e oggi dell’Imu, non trovano ostacolo nella natura abusiva di una costruzione, bensì l’unica condizione richiesta è che si tratti di un fabbricato atto all’uso o di fatto utilizzato (circostanza quest’ultima spesso ravvisabile negli immobili abusivi); anche il rilascio del certificato di abitabilità risulta del tutto irrilevante ai fini dell’imposizione (si veda la sent. della Cassazione n.7905/2005). In assenza della iscrizione in catasto, sussiste unicamente il problema di determinazione della base imponibile, che tuttavia si ritiene possa essere risolto adottando una rendita presunta.