Tassa Rifiuti: il bar dell’Istituto scolastico

Tassa Rifiuti: il bar dell’Istituto scolastico

La Ctr Piemonte, con la sentenza n. 428/5/2021, ha stabilito che il bar interno di un istituto scolastico è soggetto al versamento della Tassa sui Rifiuti.

La vicenda trae origine da un avviso di pagamento Tares recapitato al titolare di una ditta che gestiva un bar all’interno di un Istituto scolastico. Il contribuente impugnava l’avviso in primo grado sostenendo che nel bando di aggiudicazione non era previsto il costo della tassa sui rifiuti a differenza di altre utenze ben specificate, e che il decreto Milleproroghe n. 248/2007 stabiliva che, a decorrere dal 2008, il ministero della Pubblica Istruzione provvedeva a corrispondere direttamente ai Comuni il corrispettivo del servizio della raccolta rifiuti.

I Giudici di primo grado hanno accolto il ricorso presentato dal contribuente ritenendo fondate le motivazioni proposte dal ricorrente, da qui il ricorso in secondo grado da parte dell’Ente. La Ctr, in contrapposizione con quanto stabilito in primo grado, afferma che il rapporto contrattuale che lega l’aggiudicataria del bando relativo alla gestione di bar e servizio di ristoro all’interno dell’istituto scolastico non esaurisce ogni altro e diverso rapporto da questo derivante. Il versamento della Tassa, proseguono i giudici, spetta al soggetto passivo del servizio ovvero l’utilizzatore che, nel caso in esame, è la ditta che gestisce il bar mentre il Comune è, invece, titolare del rapporto per la gestione del bar e del servizio ristoro all’interno del citato istituto scolastico. Il fatto che nel bando di aggiudicazione risultava chiaro che l’aggiudicatario dovesse far fronte al versamento delle utenze di luce, acqua e gas mentre non fosse stata menzionata la tassa sui rifiuti non significa che “altre e diverse obbligazioni in capo all’aggiudicataria” non ve ne siano. Inoltre, l’obbligazione tributaria che sorge in capo al gestore del bar è da considerarsi autonoma e indipendente rispetto a quella riguardante l’istituto scolastico, per la quale è previsto il versamento da parte del Ministero, e un soggetto privato non può trarne vantaggio per il solo fatto di gestire il bar all’interno dell’istituto pubblico.