TASSA RIFIUTI: assimilazione dei rifiuti speciali all’urbano

TASSA RIFIUTI: assimilazione dei rifiuti speciali all’urbano

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15983/2020 ha stabilito che la Tassa sui Rifiuti va versata anche se l’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani prevista nel provvedimento comunale è solamente qualitativa. Non determina l’esonero dal versamento, quindi, la mancanza del criterio quantitativo nel provvedimento di assimilazione dei rifiuti, semmai una riduzione tariffaria in base a criteri di proporzionalità.

La vicenda prende i natali da avvisi di accertamento Tarsu per gli anni 2011 e 2012 impugnati dalla contribuente poiché, secondo la ricorrente, la delibera comunale di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani non indicava i limiti quantitativi dei rifiuti. Sulla questione, nel corso degli anni, le pronunce sono state di parere contrastante: da un lato a favore dell’individuazione delle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti speciali da assimilare agli urbani, dall’altro, a favore dell’assoggettamento delle superfici produttive di rifiuti speciali assimilati anche in assenza dei parametri quantitativi e qualitativi, spettando al contribuente solo una riduzione tariffaria in base a criteri di proporzionalità.

Nel caso di specie il provvedimento comunale inquadrava solamente criteri di tipo qualitativo dei rifiuti assimilati agli urbani tralasciando quelli di tipo quantitativo. La Cassazione, a riguardo, ha ritenuto che, nonostante questa “mancanza”, il tributo trova applicazione limitando l’esenzione alle sole zone in cui si formano in via esclusiva rifiuti speciali non assimilati.

Sulla questione riguardante il provvedimento comunale di assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani è opportuno segnalare un decreto in fase di approvazione che allarga la definizione di rifiuto urbano non limitandone più la provenienza al solo rifiuto domestico ma allargandola anche ad altre fonti. In buona sostanza si creerà un elenco allargato di attività economiche soggette al pagamento della TARI garantendo però al tempo stesso un allargamento del servizio da parte dei Comuni.