Tarsu: denunce di variazione, no alla retroattività

Tarsu: denunce di variazione, no alla retroattività

La CTR Sicilia, con la sentenza n. 3005/5 dell’8.6.2020 ha affermato che le denunce di variazione prodotte in ritardo non possono mai avere effetto retroattivo. La vicenda trae origine dalla notifica nel 2009 di una cartella di pagamento da parte di un comune siciliano al quale veniva richiesto il pagamento della TARSU per gli anni dal 2002 al 2007.

Il contribuente impugnava l’atto in ctp eccependo per gli anni 2002, 2003 e 2004 il decorso del termine quinquennale e per gli altri anni l’illegittimità della tariffa approvata dal Consiglio Comunale solamente in data 22.12.2005. Adduceva inoltre a motivazione che la superficie catastale di 100 mq indicata in cartella non corrispondeva al vero poiché i metri reali erano equivalenti a 65. I giudici di primo grado respingevano il ricorso rilevando che il Comune aveva ridotto la superficie a metri quadrati 65. Il contribuente proponeva quindi appello avverso la sentenza di primo grado eccependo dapprima la carenza di motivazione della sentenza stessa, l’inesistenza della notifica della cartella in quanto effettuata da privato e non da Poste Italiane e infine l’esistenza della riduzione di superficie da 100 a 65 mq così come asserito dall’Ente.

Nelle controdeduzioni presentate dal Comune si evidenzia che la riduzione di superficie è stata applicata a far data dall’istanza presentata nel 2010 e che la notifica era stata regolarmente effettuata da Poste Italiane. La Ctr ha confermato la sentenza di primo grado accogliendo le tesi dell’Ente. La commissione esaminando la documentazione presentata dal Comune, ha stabilito che l’affermazione circa la notifica a mezzo privato effettuata dall’Ente non trova riscontro e che anzi, emerge il regolare “utilizzo” di Poste Italiane.

Per quanto riguarda la riduzione della superficie da assoggettare a tassazione, i Giudici hanno rilevato che le denunce di variazione devono essere tempestive e che, se prodotte in ritardo, non possono mai avere effetto retroattivo. Questo perché solo dopo la presentazione della dichiarazione l’Ufficio preposto può accertare e valutare la fondatezza delle richieste avanzate dall’interessato.

In considerazione della recente giurisprudenza di merito formatasi sulla fattispecie, affermano i giudici, sussistono fondati motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio.