IMU: struttura geriatrica, attività non commerciale

IMU: struttura geriatrica, attività non commerciale

La Commissione tributaria provinciale di Milano, con la sentenza n. 904/2020, ha stabilito che, in ambito IMU, l’esenzione dal versamento dell’imposta per le strutture geriatriche si applica solamente nel caso in cui i servizi offerti siano a titolo gratuito o erogati a seguito di un corrispettivo di scarsa entità. Per i giudici inoltre non è sufficiente dichiarare che l’attività svolta ha carattere di solidarietà sociale né tantomeno precisare che una parte della retta viene corrisposta da una pubblica amministrazione. La vicenda trae origine dall’impugnazione da parte dell’Asp, di avvisi di accertamento ad essa notificati per infedele denuncia riguardanti le annualità 2012 e 2013. Nelle memorie difensive la ricorrente sostiene che il comune ha erroneamente applicato l’Imposta all’intera superficie dell’istituto quando invece avrebbe dovuto prendere in considerazione solamente l’area destinata al bar. Secondo la tesi dell’Asp infatti, l’Ente non ha escluso dal conteggio le aree destinate alle attività di riabilitazione considerando che il ricovero e le prestazioni sono a carico del servizio sanitario e quindi totalmente gratuite per il paziente, e le aree destinate alla Rsa dato che il contributo richiesto all’ospite non copre interamente i costi sostenuti dall’azienda bensì solamente il 39,49%. Nelle controdeduzioni il Comune evidenzia la necessità di verificare se per l’azienda sussistano o meno i presupposti per beneficiare dell’agevolazione.

Per gli immobili che svolgono attività commerciale e non, l’esenzione, secondo l’art. 91-bis del Dl 1/2012, si applica a partire dal 2013. Fino al 2012 e già prima con l’ICI, per ottenere l’agevolazione, veniva richiesta la destinazione esclusiva degli immobili alle attività esenti mentre, a partire dal 2013, è possibile applicare l’esenzione proporzionalmente all’utilizzazione non commerciale dell’immobile presentando la dichiarazione attraverso la quale vengono evidenziate le aree destinate alle attività di tipo non commerciale. Applicando quanto detto al caso di specie, l’esenzione certamente non spetta per l’anno 2012 perché appunto le attività svolte nella struttura sono miste ma per l’anno 2013, il diritto all’eventuale proporzionale esenzione così come stabilita dal suddetto decreto può essere esercitato dal contribuente solamente dichiarando le superfici utilizzate per lo svolgimento di attività commerciali, attraverso la compilazione integrale del modello di cui all’articolo 5 del decreto del ministero dell’Economia e delle finanze 19 novembre 2012 n. 200. A questo proposito va detto che l’Ente durante il contraddittorio aveva più volte invitato l’Asp a produrre il documento sopracitato senza ottenere però alcun risultato. Il comune quindi, non avendo i dati a disposizione, nemmeno in seguito all’invio del questionario informativo, ha emesso l’accertamento per l’intero fabbricato. I Giudici milanesi non hanno accolto il ricorso presentato dalla società ritenendo corrette le tesi presentate dall’Ente accertatore. Si legge nella sentenza “ …Dalla documentazione in atti, emerge che I’azienda opera con criteri imprenditoriali, svolge attività commerciale, l’esonero dal tributo non spetta solo perché l’ente è un ex IPAB o una onlus….Né può avere rilievo il fatto che la gestione operi in perdita, ….mentre la sola condizione in presenza della quale è lecito escludere il carattere commerciale della attività è quella della gratuità o quasi gratuità del servizio offerto. Risulta, che la parte ricorrente, nonostante più volte sollecitata dal Comune, non ha fornito la documentazione necessaria al fine di provare la sussistenza del requisito oggettivo”.