Obbligo dichiarativo per Coltivatori Diretti e imprenditori agricoli professionali

Obbligo dichiarativo per Coltivatori Diretti e imprenditori agricoli professionali

IL 30 Giugno scorso è scaduto il termine per la presentazione, ai Comuni interessati, delle Dichiarazioni IMU, qualora nell’anno 2016 si fossero manifestate variazioni soggettive ed oggettive che avessero portato ad una diversa determinazione dell’imposta dovuta e non rientrassero nei casi di esenzione dalla presentazione della stessa.

Trattandosi di un nuovo tributo, le disposizioni inerenti l’obbligo dichiarativo IMU hanno richiesto la predisposizione di un apposito modello, ai sensi dell’articolo 9, comma 6, del D.Lgs. 23/2011, che dispone “ con uno o più decreti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita l’associazione nazionale comuni italiani sono approvati i modelli di dichiarazione..…ai comuni e al sistema informativo della fiscalità…”.

Inoltre, l’articolo 13, comma 12-ter, del D.L.201/2011 stabilisce che mantengono la loro validità le dichiarazioni presentate ai fini ICI, in quanto compatibili: in altre parole, a parità di condizioni, le variazioni presentate nei modi e nei termini previsti fino al 31/12/2011 (l’IMU diviene esigibile a far data dal 01/01/2012) non devono essere oggetto di ulteriori dichiarazioni.

Anche ai fini IMU sono pienamente applicabili, infine, le ipotesi di esenzione dalla presentazione della dichiarazione previste dall’articolo 37, comma 53, del D.L.4 Luglio 2006, n.223, convertito dalla Legge 4 Agosto 2006, n.248: questo quadro normativo ha stabilito la soppressione dell’obbligo dichiarativo qualora gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta comunale siano dipesi da atti per i quali risultano applicabili le procedure telematiche previste dall’articolo 3 bis del D.Lgs. 18 Dicembre 1997, n.463, relativo alla disciplina del Modello Unico Informatico (MUI).

La stessa normativa ha disposto che non è altresì necessaria la presentazione della dichiarazione qualora il contribuente applichi agevolazioni previste dal Regolamento Comunale: permane, al contrario, l’obbligo di presentazione qualora le modifiche soggettive siano in conseguenza di altre ipotesi di riduzioni d’imposta o non siano immediatamente fruibili dai Comuni attraverso la consultazione della Banca Dati Catastale.

A completamento di questo quadro normativo il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso pubblica la Risoluzione 3/DF, inerente l’obbligo dichiarativo per i terreni posseduti e condotti da Coltivatori Diretti ed Imprenditori Agricoli Professionali, iscritti negli elenchi della previdenza agricola, ai sensi della Legge 9 del 9/01/1963: si ricorda che, in base alle disposizioni inerenti la nuova imposta IMU, rientrano nel novero degli “IAP” anche le società, siano esse di capitali, di persone o cooperative, aventi i requisiti di cui all’articolo 1 del D.Lgs.99/2004.

Le novità introdotte dalla Legge di stabilità per il 2016 (Legge 208/2015), hanno di fatto esentato i terreni di cui sopra, siano essi agricoli o individuati dal Piano Regolatore Comunale quali aree edificabili: a seguito di queste disposizioni sono arrivate al Ministero molte richieste di chiarimenti in merito all’obbligo dichiarativo conseguente a queste novità normative.

Nel testo della Risoluzione il Ministero, dopo aver riassunto il quadro normativo dichiarativo, analizza anche la Risoluzione 2DF del 18 Gennaio 2013, nella quale, proprio in merito all’obbligo dichiarativo, si legge “se i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali avevano già dichiarato tale condizione soggettiva ai fini ICI, e nell’ipotesi in cui questa continua a persistere anche in vigenza dell’IMU, detti soggetti non sono, ovviamente, tenuti a presentare nuovamente la dichiarazione IMU, dal momento che il comune è già in possesso delle informazioni necessarie per il riconoscimento delle agevolazioni previste dalla legge”.

Anche sulla base di queste disposizioni, il Ministero ribadisce l’esonero dalla presentazione della dichiarazione anche in forza delle nuove disposizioni introdotte dalla Legge 208/2015, “essendo il Comune già in possesso delle informazioni necessarie – vale a dire la qualifica soggettiva di CD e di IAP – per verificare la sussistenza dei requisiti richiesti per il riconoscimento dell’esenzione dall’IMU”: in altri termini, viene ribadito ancora una volta dallo stesso Ministero che la Dichiarazione IMU, al pari della Dichiarazione ICI, ha valore ultrattivo (vale cioè anche per gli anni di imposta successivi), e non deve essere ripresentata al parità delle condizioni che ne hanno scaturito l’obbligo di presentazione.

Alla fine del testo il Ministero precisa inoltre che “l’obbligo dichiarativo continua invece a permanere in tutti i casi in cui sono intervenute variazioni rispetto a quanto risulta dalle dichiarazioni già presentate, o comunque le stesse non sono conoscibili dal Comune, come richiesto al citato paragrafo 1.3 delle istruzioni alla dichiarazione IMU”.

Utile, a questo punto, analizzare le istruzioni allegate al modello di Dichiarazione IMU, secondo le quali permane l’obbligo di presentazione per “ i terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (IAP).Si ricorda che i soggetti in questione godono di una serie di agevolazioni per l’illustrazione delle quali si rinvia all’appendice……….Rientrano in tale tipologia di immobili anche le aree fabbricabili possedute e condotte da detti soggetti, sulle quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali. Le riduzioni vanno dichiarate sia nel caso in cui si acquista sia in quello in cui si perde il relativo diritto”.

A parere di chi scrive, confrontando questa presa di posizione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze con le disposizioni che si trovano nelle istruzioni allegate al modello ministeriale di dichiarazione IMU, si evince che andranno dichiarati nei modi e nei termini stabiliti dalla Legge (30 Giugno dell’anno successivo a quello nel corso del quale la variazione ha modificato la soggettività passiva) solamente i terreni, siano essi agricoli o aree edificabili, che perdono o acquisiscono il diritto all’esenzione in quanto il loro stato di conduzione diretta, da parte dei soggetti passivi aventi requisiti, ha avuto inizio o termine nel periodo di imposta precedente a quello di presentazione della Dichiarazione.