Tarsu: luoghi di culto

Tarsu: luoghi di culto

In ambito Tarsu, la Cassazione si è espressa in merito all’assoggettamento dei luoghi di culto al pagamento della Tassa. Con la sentenza n.8087/2020, la Suprema Corte ha evidenziato come in assenza di una norma che ne preveda l’esenzione, anche se l’esclusione è prevista dal regolamento comunale, le superfici di questi immobili possono essere escluse dalla tassa solo se risultano improduttive di rifiuti e non in quanto destinate al culto. La vicenda prende i natali dalla pretesa da parte di un comune del versamento della Tassa sui Rifiuti per l’intero edificio adibito a monastero. L’avviso di accertamento era stato impugnato dal contribuente in primo grado dove non aveva trovato accoglimento diversamente dalla Commissione tributaria regionale; quest’ultima, riformando il giudizio di primo grado, aveva accolto il ricorso evidenziando l’articolo del Regolamento comunale con il quale venivano esentati dal versamento del tributo i locali adibiti al culto e i locali strettamente connessi all’attività di culto in relazione all’intero fabbricato.

Secondo la Suprema Corte, la decisione dei giudici regionali si contrappone all’art. 62, comma 2, del Dlgs 507/93 il quale stabilisce il limite generale per la caratterizzazione regolamentare delle esenzioni “non sono soggetti alla tassa i locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità nel corso dell’anno”. Ne consegue quindi che l’unico elemento rilevante al fine di escludere la tassazione è costituito dalla oggettiva inidoneità degli immobili alla produzione di rifiuti. A nulla rileva ai fini dell’esenzione, la destinazione degli immobili. La decisione è in linea con il recente indirizzo secondo il quale, se il Regolamento Comunale esclude gli edifici di culto dal calcolo dal versamento del tributo, lo fa perché tali edifici/luoghi vengono ritenuti “incapaci di produrre rifiuti, per loro natura e caratteristiche e per il particolare uso cui sono adibiti” e non solamente perché destinati al culto che, in assenza di normativa, non giustifica l’eventuale esenzione.