ICI/IMU: immobile storico-artistico

ICI/IMU: immobile storico-artistico

La Cassazione, mediante l’ordinanza n.9036/2020, ha affermato che, ai fini Ici, se un immobile è considerato parzialmente di interesse storico per via della presenza al suo interno di beni di valore storico-artistico, al contribuente spetta pagare la cosiddetta Ici leggera (dal 2011, con l’avvento dell’IMU, a tali immobili viene riconosciuta la riduzione alla metà della rendita catastale), in quanto la ratio della normativa che prevede l’agevolazione fiscale sta nella valorizzazione dell’interdipendenza funzionale tra i beni vincolati e l’edificio in cui essi si trovano e nella considerazione degli oneri manutentivi che derivano dal vincolo.

I fatti si rifanno ad un immobile rientrante nella fattispecie dei fabbricati di  storico-artistici in virtù della presenza al suo interno di un tabernacolo e di arredi immobiliari sottoposti a vincolo. La richiesta del proprietario era quella di poter versare la cosiddetta Ici leggera dovendosi estendere a tutto il fabbricato il vincolo imposto sui beni presenti al suo interno. Per il Comune invece non vi erano i presupposti per l’applicazione di quanto richiesto dal contribuente e dello stesso parere erano stati anche i giudici provinciali e regionali in quanto il valore storico-artistico era da riferirsi esclusivamente ai beni individuati nel provvedimento, senza la possibilità di estendersi ad altri beni, salvo una sua “immedesimazione strutturale od una connessione strutturale imprescindibile”. Da qui il ricorso per Cassazione.

I Giudici di Piazza Cavour hanno invece accolto il ricorso aderendo al pensiero del proprietario atto a dimostrare l’inscindibilità tra i beni vincolati e lo stabile. La Corte ha evidenziato il “nesso di collegamento inscindibile tra apposizione del vincolo e pesanti oneri manutentivi che dallo stesso derivano”. La ratio della normativa fiscale, infatti, continuano i Giudici “riposa nella necessità di venire incontro alle maggiori spese di manutenzione e conservazione che i proprietari sono tenuti ad affrontare per preservare le caratteristiche degli immobili sottoposti a vincolo e sul presupposto implicito che tali oneri sussistono anche nell’ipotesi in cui la ragione del vincolo riguardi soltanto una porzione dell’immobile”. La Cassazione infine ha evidenziato come i giudici di merito avessero escluso il riconoscimento dell’agevolazione sull’errato presupposto che il bene vincolato potesse essere trasportato in altro loco, ovvero ipotizzando una scelta “sulla cui praticabilità sarebbe peraltro legittimo nutrire dubbi” dimenticando di valorizzare l’interdipendenza funzionale tra parte vincolata e parte non vincolata dello stabile.