Coniugi separati

Coniugi separati

Sino al 2019 era previsto che “l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione.”

Tale disposizione stabiliva che ai fini IMU (quindi tale previsione non è estensibile agli altri tributi, quale l’Irpef, per i quali i soggetti passivi rimangono i singoli detentori dei rispettivi diritti reali) l’unico soggetto passivo risultava essere il coniuge assegnatario, che però poteva beneficiare dell’esenzione se detto immobile è sua abitazione principale; il coniuge non assegnatario perdeva invece ogni obbligo di versamento dell’imposta dalla data in cui è stato emanato il provvedimento che sancisce la separazione legale, l’annullamento, lo scioglimento ovvero la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Nella nuova disciplina recata dalla L. 160/19 vi sono due passaggi da segnalare:

  • In tema di soggettività passiva, il c. 743 stabilisce che è soggetto passivo dell’imposta il genitore assegnatario della casa familiare a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario dei figli.
  • Il c. 742 lett c) n. 4) stabilisce l’assimilazione all’abitazione principale per la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso.

Dal 2020 pare quindi esservi una evoluzione rispetto alla previgente disciplina, che pare dare risalto all’affidamento dei figli, lasciando evidentemente dubbi applicativi nel caso di assegnazione dell’immobile ad uno dei due coniugi in assenza di figli.

Sul punto consta il chiarimento della circolare 1/DF/20, secondo la quale la differente formulazione della norma, che fa riferimento alla casa familiare e al genitore, e non più alla casa coniugale e al coniuge, è volta soltanto a chiarire che nell’ambito dell’assimilazione all’abitazione principale sono ricomprese anche le ipotesi di provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare in assenza di un precedente rapporto coniugale.

Nulla quindi è mutato rispetto alla precedente disciplina.

Pertanto, continua a permanere l’esclusione dall’IMU della casa familiare assegnata con provvedimento del Giudice già assimilata all’abitazione principale nella previgente disciplina.

In ogni caso, ai fini dell’applicazione dell’assimilazione in argomento, occorre evidenziare che l’individuazione della “casa familiare” viene effettuata dal Giudice con proprio provvedimento che non può essere suscettibile di valutazione da parte del comune in un proprio provvedimento. Si prescinde quindi dalla proprietà in capo ai genitori o ad altri soggetti (ad esempio i nonni) e i requisiti della residenza e della dimora dell’assegnatario non sono rilevanti ai fini dell’assimilazione.