Imu/Tasi la scadenza del 16 giugno si avvicina

Imu/Tasi la scadenza del 16 giugno si avvicina

Siamo oramai alle porte del tradizionale appuntamento con l’acconto Imu e TASI. Dopo i continui cambiamenti normativi degli ultimi anni, quest’anno i proprietari dovranno pagare l’imposta sui servizi municipali e la tassa sui servizi indivisibili sugli immobili diversi dall’abitazione principale, mentre sarà esente la prima casa fatta eccezione per gli immobili di lusso. Vediamo le principali informazioni per il pagamento della prima rata, relative alle scadenze e alle esenzioni previste.

La scadenza per il versamento della prima rata IMU e TASI è fissato per il 16 Giugno entro il quale si potrà versare il 50% dell’imposta o l’intero importo annuale; per il saldo invece la scadenza è fissata per il 18 dicembre dal momento che il 16 cadrà di Sabato.

Non sono tenuti al versamento dell’Imposta Municipale Propria (IMU) e del Tributo sui servizi indivisibili (TASI):

  • i possessori di prima casa ove il contribuente dimora abitualmente e risiede anagraficamente a meno che non si tratti di abitazioni di lusso accatastate nelle categorie A/1 – A/8 – A/9 che verseranno l’imposta con aliquota ridotta e una detrazione di € 200,00, e relative pertinenze nella misura massima di una per categoria (C/2 – C/6 – C/7) anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo.
  • Ai fini TASI coloro che hanno la propria abitazione principale in affitto o in comodato d’uso gratuito. In questo caso infatti si applica la stessa esenzione valida in generale su tutte le abitazioni principali. Il proprietario però degli immobili in questione è al contrario soggetto a tassazione nella percentuale stabilita dal comune (70% al 90%); non è previsto il versamento per l’occupante.
  • le unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alla cooperative edilizie a proprietà indivise, a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del D.Lgs. 19/5/2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
  • gli alloggi sociali ai sensi del decreto del Ministero delle Infrastrutture del 22/4/2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24/6/2008;
  • una sola unità immobiliare appartenente a cittadini residenti all’estero che percepiscono una pensione nel Paese di residenza a condizione che il soggetto sia iscritto all’AIRE e che l’immobile non sia locato o dato in comodato d’uso;
  • le abitazioni coniugali assegnate al coniuge a seguito di provvedimenti di separazione legale, annullamento scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • se opportunamente deliberate dall’Ente Comunale, le abitazioni, non locate, equiparate ad abitazione principale posseduto per proprietà o usufrutto da anziani o disabili che abbiano la residenza in istituti di ricovero o sanitari;
  • I fabbricati rurali ad uso strumentale;
  • i terreni agricoli che sono ubicati nei comuni montani o parzialmente montani individuati nella circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14/6/1993; i terreni posseduti e condotti direttamente da coltivatori diretti o imprenditori agricoli che soddisfano i requisiti D.Lgs. 99/2004 e iscritti alla previdenza agricola; i terreni sulle isole dell’allegato “A” della legge 448/2001 e i terreni che sono ad immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile;
  • i fabbricati rientranti nelle disposizioni previste dall’articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), g) e i) del decreto Legislativo 30/12/1992 n. 504 (fabbricati classificati nelle categorie catastali da E/1 a E/9; fabbricati con destinazione ad usi culturali; fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, omissis…);Riduzioni previste:
  • Tutti i restanti immobili come i fabbricati di categoria D (ad esclusione di quelli censiti in categoria D/10) e i terreni individuati dal piano regolatore come edificabili (base imponibile costituita dal valore venale in comune commercio dal 1° Gennaio del’anno di imposizione) sono soggetti al versamento IMU e TASI.
  • riduzione del 25% della base imponibile IMU e TASI per i fabbricati ad uso abitativo concessi in affitto a canone concordato (Art. 1, commi 53 e 54, Legge 208/2015).
  • riduzione del 50 % della base imponibile IMU e TASI degli immobili dichiarati inagibili e/o inabitabili e/o dimore storiche o artistiche e degli immobili concessi in comodato gratuito.

Per usufruire della riduzione del 50% della base imponibili per gli immobili concessi in comodato gratuito (e relative pertinenze) bisogna soddisfare alcuni requisiti. Si tratta infatti di una impostazione molto restrittiva che limita le possibilità del comodato gratuito esclusivamente in presenza dei seguenti requisiti:

a) Il contratto di comodato deve essere registrato presso un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate, rendendo nulle di fatto eventuali scritture private o altre forme/dichiarazioni di concessione del comodato;

b) Il soggetto passivo deve essere proprietario del solo immobile abitativo oggetto di comodato, oltre all’eventuale propria abitazione principale oppure di 2 immobili;

c) Gli immobili devono essere ubicati nello stesso comune ove e comodatario hanno la residenza e dimora abituale;

d) L’agevolazione è fruibile esclusivamente nell’ambito di un rapporto di parentela in linea retta di primo grado, quindi solo tra figli e genitori escludendo, di fatto, ogni altra fattispecie.

Ai fini della riduzione oggetto di disamina, il soggetto passivo è obbligato alla presentazione della dichiarazione IMU/TASI al Comune di ubicazione degli immobili, per attestare il possesso dei requisiti necessari.

Tale riduzione del 50% della base imponibile relativa all’abitazione concessa in uso gratuito, come chiarito in sede di Telefisco 2016, si applica anche agli immobili storici che già beneficiano di riduzione del 50%.

Il versamento e l’obbligo dichiarativo

Il versamento dell’imposta, in deroga all’articolo 52 del D.Lgs. 15/12/1997, n. 446 è effettuato secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del D.Lgs. 9/7/1997, n. 241 con modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, “il versamento si effettua esclusivamente con il modello F24”.

La dichiarazione IUC va presentata obbligatoriamente al Comune entro il 30 Giugno dell’anno successivo quando nel corso dell’anno precedente o rispetto alla dichiarazione precedente sono state apportate variazioni sugli immobili tali da poter variare la base imponibile per la liquidazione d’imposta sia in aumento che in diminuzione o per attestare il diritto di godere una riduzione o esenzione tributaria. Il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione in caso di compravendita o variazione del valore di aree edificabili, variazioni di contratti di leasing immobiliare, rogiti effettuati presso pubblici uffici diversi da notai, perdita o acquisto di riduzione/esenzione tributaria per un immobile, individuazione della prima casa e relative pertinenze o contrariamente la perdita di requisiti per il godimento dell’esenzione prima casa dovuta al trasferimento della residenza anagrafica, identificazione degli immobili da non considerare pertinenze, attestare l’esenzione IMU per terreni agricoli posseduti da IAP o coltivatori diretti, dichiarare l’inagibilità e/o l’inabitabilità dell’immobile o l’interesse storico artistico, per dichiarare l’immobile concesso in comodato gratuito, per l’identificazione dell’immobile ex casa coniugale e per stabilire quali immobili (immobili merce) dell’impresa costruttrice non sono stati venduti e nè locati.