Rateazione su avviso di accertamento esecutivo: i chiarimenti del MEF

Rateazione su avviso di accertamento esecutivo: i chiarimenti del MEF

I dubbi inerenti la rateazione delle somme dovute a seguito della notifica di atti di accertamento esecutivo dopo le novità introdotte con la Legge di bilancio 2020 hanno trovato chiarimenti nella Risoluzione del MEF n.3/DF/2020. I commi da 796 a 802, in assenza di regolamentazione da parte del comune, stabiliscono che, in presenza di accertate condizioni di difficoltà del debitore nel saldare il debito in unica soluzione, l’ente concede la ripartizione del pagamento delle somme dovute fino a un massimo di 72 rate mensili. La ripartizione deve avvenire secondo il seguente schema:

  • fino a euro 100,00 nessuna rateizzazione;
  • da euro 100,01 a euro 500,00 fino a 4 rate mensili;
  • da euro 500,01 a euro 3.000,00 da 5 a 12 rate mensili;
  • da euro 3.000,01 a euro 6.000,00 da 13 a 24 rate mensili;
  • da euro 6.000,01 a euro 20.000,00 da 25 a 36 rate mensili;
  • oltre euro 20.000,00 da 37 a 72 rate mensili.

Rimane nelle facoltà dell’Ente la possibilità di regolamentare ulteriormente le condizioni della rateazione a patto che la durata massima per i debiti di importi superiori a 6.000,01 euro sia di almeno 36 rate mensili.

Nel caso in cui la situazione del debitore peggiori è possibile prorogare una sola volta la dilazione concessa per un periodo massimo di 72 rate mensili (o per il periodo stabilito nel regolamento comunale). Per quanto riguarda l’ipoteca o il fermo amministrativo, il creditore li può iscrivere solamente nel caso in cui la richiesta di rateazione venga respinta oppure se, ad esempio, vi è stato espresso sollecito, nell’ipotesi di mancato pagamento di due rate anche non consecutive nell’arco di sei mesi.

In buona sostanza quindi il MEF evidenzia che l’ente locale nel proprio regolamento, può disciplinare le modalità di riscossione, ivi comprese quelle di rateazione delle somme dovute a seguito di notificazione di atti impositivi questo in linea con le volontà del legislatore di semplificazione, chiarezza e trasparenza dei procedimenti amministrativi, oltre alla necessità di non aggravare i procedimenti nei confronti del contribuente. Il Ministero specifica che le nuove disposizioni devono valere anche per le somme dovute a seguito della notifica degli atti, prima che questi divengano esecutivi ovvero decorsi i 60 giorni dalla data di notifica e infine che, nel caso in cui l’Ente abbia affidato la riscossione coattiva al soggetto preposto alla riscossione nazionale, rimane intatta la possibilità per il comune di disciplinare la rateazione delle somme dovute sulla base della propria autonomia regolamentare.