ICI/IMU: fabbricati collabenti

ICI/IMU: fabbricati collabenti

La decisione presa dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 10122/2019 in merito alla tassabilità dei fabbricati classificati in categoria F/2, conferma la posizione della giurisprudenza nei confronti dei fabbricati collabenti.  Ai fini Imu, un fabbricato collabente non può essere tassato: a giudizio della Corte, l’unità collabente oltre a non essere tassabile come fabbricato in quanto priva di rendita, non lo è nemmeno come area edificabile sino a quando l’eventuale demolizione non restituisca autonomia all’area fabbricabile e non subentri l’imposta sul fabbricato ricostruito.

La Corte chiarisce che, nonostante i fabbricati classificati nella categoria catastale F/2 non siano idonei ad alcun utilizzo produttivo di reddito in quanto in stato di degrado, non possono esser comunque considerati aree fabbricabili perché mantengono la loro condizione di fabbricato.

In passato c’erano state pronunce di senso opposto con le quali veniva considerato fiscalmente irrilevante il manufatto fatiscente ed il tributo veniva determinato in base alle potenzialità edificatorie dell’area sulla quale lo stesso insiste. In buona sostanza si sosteneva la natura patrimoniale del tributo che, dunque, prescinde dalla immediata redditività dell’asset.

Nella sentenza in commento la Cassazione interpreta l’art. 5, comma 6 del Dlgs 504/1992 che non consente di assimilare i fabbricati collabenti alle aree fabbricabili poichè non è affatto scontato che per ogni unità collabente siano state avviate le attività amministrative propedeutiche all’uso edificatorio.

Tale pronuncia si pone in continuità con quanto la Cassazione ha già avuto ripetutamente modo di affermare in diverse passate pronunce riguardanti casi analoghi; si veda in particolare la pronuncia 17815/17. In tale pronuncia la Cassazione risolve la controversia a favore del contribuente affermando che il fabbricato collabente iscritto in conforme categoria catastale F/2 si sottrae ad imposizione in quanto manca la base imponibile visto che non è presente la rendita catastale: “la mancata imposizione si giustifica, nella specie, non già per assenza di ‘presupposto’ […] ma per assenza di ‘base imponibile’ (valore economico pari a zero)”.

Si ricorda, comunque, che qualora la categoria F/2 derivasse da un classamento del contribuente finalizzato ad eludere l’imposta, l’unica soluzione esperibile dal Comune, afferma la Cassazione, sarebbe la contestazione di tale classamento, “facendone emergere la sua difformità rispetto allo stato di fatto”, imponendo al contribuente la regolarizzazione.