ICI: il centro meccanizzato di Poste versa l’Imposta

ICI: il centro meccanizzato di Poste versa l’Imposta

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13329/2019 ha stabilito che il centro postale meccanizzato di Poste Italiane deve versare l’Imposta Comunale sugli Immobili. La motivazione della sentenza si basa sostanzialmente sull’accatastamento del fabbricato in categoria D, come immobile industriale o commerciale, alla luce della natura di società per azioni di Poste. Per ottenere l’esenzione dal versamento dell’Imposta previsto dall’art. 7 del Dlgs 504/1992, l’accatastamento deve avvenire in categoria E/3, ossia quella in cui sono ricompresi gli immobili destinati a speciali esigenze pubbliche. I Giudici hanno inoltre respinto la tesi con la quale Poste Italiane aveva giustificato il mancato versamento che, secondo la società, non era avvenuto a causa dell’errore commesso in buona fede ritenendo appunto il versamento non dovuto. I Giudici della Cassazione hanno sostanzialmente confermato quanto già rilevato in secondo grado ovvero l’assenza di “obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito applicativo delle norme violate” e di giustificazioni plausibili all’errore commesso da Poste Italiane nell’aver “deciso di interpretare le norme in senso a sé favorevole, cioè nel modo che le consentiva di non pagare l’ICI”. Si legge ancora nella sentenza “con la trasformazione dell’Amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni prima in ente pubblico economico successivamente in società per azioni, alla stessa è stata affidata la gestione in termini privatistici ed imprenditoriali del servizio; per ciò solo un imprenditore normalmente diligente non poteva ritenere di continuare a godere di un regime di esenzione”. Ed in conclusione i Giudici affermano che “ove si consideri che l’espletamento su concessione del servizio postale universale è stato controbilanciato dalla concessione di svolgimento di una tipica attività bancaria per la raccolta e gestione di risorse finanziarie dei privati ai quali sono offerte dalla ricorrente tutti i servizi tipici dell’attività bancaria”.