Tariffa Rifiuti, imballaggi terziari esenti dalla Tassa

Tariffa Rifiuti, imballaggi terziari esenti dalla Tassa

La corte di Cassazione, con la sentenza n. 4960/2018, ha stabilito che “le superfici delle attività commerciali su cui si producono rifiuti di imballaggi terziari sono esenti dalla tassa rifiuti anche se il regolamento comunale prevede diversamente”.

La vicenda trae origine dall’assoggettamento al ruolo rifiuti delle superfici dei locali dove si producono esclusivamente rifiuti di imballaggio terziari di proprietà di una società la quale, per lo smaltimento degli stessi, provvedeva in proprio. Nei primi due gradi di giudizio i giudici avevano premiato la ricorrente società stabilendo che i rifiuti prodotti dalla stessa come imballaggi terziari non potevano essere assimilati ai rifiuti urbani, consentendo al contribuente di sottrarsi al regime di privativa comunale disapplicando il regolamento dell’ente che aveva assimilato i rifiuti a quelli urbani.

Prima di giungere alla sentenza della Suprema Corte si rende necessario un breve riassunto del quadro normativo nel quale la vicenda trova riferimento.

Premesso che si definiscono imballaggi terziari quelli concepiti in modo da facilitare la manipolazione e il trasporto di un certo numero di unità di vendita, oppure di imballaggi “multipli”, costituiti dal raggruppamento di un certo numero di unità di vendita, il caso di specie si inquadra nella normativa di riferimento riconducibile al Dlgs 507/93 e al decreto Ronchi, Dlgs 22/1997. Quest’ultimo stabilisce che: “sono da considerarsi rifiuti speciali, tra l’altro, quelli rivenienti da attività commerciali, mentre sono da considerarsi rifiuti urbani, anche quelli non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi da quello di civile abitazione, assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità con appositi regolamenti dai Comuni. I Comuni effettuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa”. Inoltre va sottolineato che dal 1° gennaio 1998 è vietato immettere nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani gli imballaggi terziari di qualsiasi natura. Dalla stessa data eventuali imballaggi secondari possono essere conferiti al servizio pubblico solo in raccolta differenziata, ove la stessa sia stata attivata.

Tornando alla sentenza emessa dai Giudici della Cassazione va evidenziato come gli stessi abbiano esaminato il già citato decreto Ronchi dal quale si ricava che i rifiuti di imballaggio sono soggetti a un regime speciale rispetto a quello dei rifiuti in genere; ciò vale in assoluto per gli imballaggi terziari per i quali è stabilito il divieto di immissione nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani, cioè, in sostanza, il divieto di assoggettamento al regime di privativa comunale.

Così come stabilito infatti dal nuovo codice ambientale vi è divieto assoluto di immettere nel normale circuito di raccolta dei rifiuti urbani imballaggi terziari di qualsiasi natura, escludendo per essi la privativa comunale e rendendo di fatto esenti le superfici su cui questi rifiuti si producono
Ne deriva che i rifiuti di imballaggi terziari, nonché quelli degli imballaggi secondari, ove non sia attivata la raccolta differenziata, non possono essere assimilati dai Comuni ai rifiuti urbani e i regolamenti che avessero previsto l’assimilazione vanno disapplicati dal giudice tributario.
In ogni caso, stante la non assimilabilità assoluta degli imballaggi terziari ai rifiuti urbani, l’eventuale assimilazione operata dal Comune sarebbe priva di rilevanza in quanto, trattandosi di imballaggi terziari, si applicherebbe la disciplina stabilita per i rifiuti speciali la quale prevede l’esclusione dalla tassa per la sola parte della superficie su cui, per struttura e destinazione, si formano esclusivamente i rifiuti speciali.

I Giudici hanno comunque ribadito il concetto per il quale è errato considerare esente dalla tassa rifiuti l’operatore che provvede in proprio allo smaltimento dei rifiuti da imballaggio se il servizio di raccolta degli stessi non è attivato. L’eventuale attivazione del servizio di raccolta differenziata, se da un lato consentirebbe di ritenere astrattamente assimilabili ai rifiuti urbani gli imballaggi secondari, dando diritto al produttore degli stessi ad una riduzione tariffaria determinata a consuntivo, in base a criteri di proporzionalità rispetto alla quantità effettivamente avviata al recupero, è priva di rilevanza nel caso imballaggi terziari in quanto soggetti alla disciplina stabilita per i rifiuti speciali. In quanto tali, quindi non assimilabili, gli imballaggi terziari darebbero diritto ad una riduzione della tassa parametrata alla superficie su cui sono prodotti.

Al fine di ottenere l’esclusione di alcune aree dalla superficie tassabile, è posto a carico del contribuente l’onere di fornire all’amministrazione comunale i dati relativi all’esistenza ed alla delimitazione delle aree su cui si producono i rifiuti di imballaggio terziari e che pertanto, in quanto speciali, non concorrono alla quantificazione della complessiva superficie imponibile.