IMU: la Ctr si pronuncia sugli immobili “cartolarizzati”

IMU: la Ctr si pronuncia sugli immobili “cartolarizzati”

La Ctr Puglia, con la sentenza n. 159/01/2021 ha affermato che le unità immobiliari di proprietà degli enti pubblici trasferite nel patrimonio dei fondi immobiliari di investimento non sono esenti da Imu.

Secondo i Giudici pugliesi, in contrasto con quanto affermato dalla Corte di Cassazione, non è infatti possibile applicare sui suddetti immobili la previsione di favore prevista nell’articolo 2, comma 6, del decreto-legge 351/2001.

Ai fini dell’applicazione dell’IMU non rileva il fatto che questi immobili appartengono a patrimoni separati distinti in quanto l’Ente ha rapporti solamente con la Società di gestione (SGR) che è il formale intestatario dei beni in esame.

La vicenda trae origine dal ricorso presentato dalla Società di gestione in seguito alla notifica di avvisi di accertamento IMU e prende in esame la fattispecie regolata ai fini IMU dal sopra citato Dl 351/2001 che prevede la costituzione di un fondo comune immobiliare chiuso e della relativa società di gestione (Sgr). Gli immobili degli enti pubblici sono stati prima trasferiti al fondo il quale successivamente li ha concessi in locazione all’agenzia del Demanio e quindi assegnati ai soggetti che già li utilizzavano prima dell’operazione di “cartolarizzazione”.

La società ricorrente motivava il ricorso evidenziando che gli immobili accertati appartenevano in realtà a distinti patrimoni separati del fondo immobiliare e che il comune non avrebbe potuto accertarli tutti indistintamente in capo alla Sgr. Secondo la Sgr poi era applicabile la previsione agevolatrice di cui all’articolo 2, comma 6, Dl 351/2001, in base alla quale “i gestori degli immobili oggetto della cartolarizzazione sono soggetti passivi Ici solo nei limiti in cui il tributo era dovuto prima del trasferimento effettuato dall’ente pubblico”. Si tratta, in sostanza, di una norma che consente di applicare la medesima esenzione assicurata agli enti pubblici ai sensi dell’articolo 7, lettera a), Dlgs 504/1992, alle società veicolo cui i beni sono intestati in attesa della loro vendita.

I Giudici regionali hanno rigettato il ricorso, rilevando come il divieto di confusione tra patrimoni operi solo a tutela dei quotisti partecipanti al fondo e non anche nei riguardi dell’ente impositore. Quest’ultimo, infatti, ha rapporti esclusivamente con la Sgr, titolare formale delle unità immobiliari. Per il secondo motivo i Giudici hanno evidenziato come nel caso di specie il trasferimento dei beni fosse avvenuto non in favore di una società di cartolarizzazione bensì in favore di un fondo immobiliare chiuso il cui obiettivo è la messa a reddito (locazione) degli immobili e non la loro cessione.

Come già anticipato, la pronuncia dei giudici pugliesi contrasta con il pensiero della Corte di Cassazione secondo la quale (di cui all’ordinanza n. 4138/2021 commentata in precedenza) la differenza rilevata dalla Ctr in merito alla titolarità del bene, non sarebbe determinante ai fini dell’applicazione della disposizione di favore di cui all’art. 2, comma 6, del Dl 351/2001 poiché la ratio di quest’ultima è quella di agevolare la continuità nell’utilizzo dei beni, da parte dei medesimi enti pubblici, a prescindere dalla titolarità degli immobili.