TARSU: il gestore del parcheggio è il soggetto passivo

TARSU: il gestore del parcheggio è il soggetto passivo

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 29020/2020, in riferimento al pagamento della Tarsu per un’area di sosta con parcometro, ha individuato nel gestore il soggetto passivo.

Partendo dal presupposto della Tarsu, il possesso o la detenzione di locali a qualsiasi uso destinati e suscettibili alla produzione di rifiuti, i Giudici hanno stabilito che il presupposto impositivo può derivare anche dall’occupazione di suolo pubblico per effetto di convenzione con il Comune per la gestione di un’area di sosta con parcometro. Ne consegue quindi che il mero fatto oggettivo dell’occupazione giustifica il versamento della Tassa.

La vicenda trae origine da un avviso di accertamento notificato alla società che aveva in gestione un’area urbana adibita a parcheggio a pagamento con parcometro e delimitazione delle aree di sosta. A motivazione dell’atto, l’Ente specificava come l’occupazione di suolo pubblico integrava di per sé solo il presupposto impositivo della tassa. Il gestore invece affermava che l’area non era idonea alla produzione di rifiuti e la gestione del parcheggio a pagamento non determinava l’occupazione dell’area in maniera esclusiva.

Il ricorso e l’appello presentati in primo e secondo grado hanno dato ragione alla Società poiché, per i giudici, il servizio svolto per conto del Comune non determinava alcuna occupazione di suolo pubblico, né d’altro canto portava alla produzione di rifiuti.

La Suprema Corte è di parere opposto, e puntualizza come i giudici di primo grado non abbiano seguito l’orientamento ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità, che ha più volte ribadito come il presupposto impositivo della Tarsu sia determinato “dal solo fatto oggettivo della occupazione o della destinazione del locale o dell’area scoperta, a qualsiasi uso adibiti”. A nulla rileva invece il titolo in base al quale l’area è occupata, e per quanto concerne la produzione di rifiuti, la Cassazione ha ribadito che, in maniera presuntiva, le aree di parcheggio sono in grado di generare rifiuti in quanto aree comunque frequentate da persone.