Legge di bilancio 2021: le novità IMU

Legge di bilancio 2021: le novità IMU

Rispetto allo scorso anno, quando la legge di bilancio riformò integralmente la disciplina IMU (art. 1 c. 738-783 della L. 160/19), quest’anno gli interventi riguardanti l’imposta municipale sono certamente di portata più contenuta; nella Legge di bilancio per il 2021 non mancano comunque alcune previsioni che incidono in maniera non trascurabile sull’articolazione dei tributi locali.

Esenzioni Covid

Il primo intervento da segnalare riguarda l’estensione al 2021 di alcune ipotesi di esonero per i soggetti che più hanno subito gli effetti delle serrate dovute alle misure di contenimento imposte per fronteggiare l’epidemia Covid19.

Si tratta, nella sostanza, delle disposizioni già contenute nel decreto rilancio (DL 34/20) e nel decreto agosto (DL 104/20), rispettivamente per quanto riguarda l’acconto ed il saldo 2020, riguardanti il settore turistico e quello dell’intrattenimento.

Al contrario, non sono state riproposte (almeno al momento) le esenzioni previste a favore delle attività commerciali, contenute nei decreti ristori in relazione al saldo 2020.

Esenzione settore turistico e spettacoli

DL 34/20 – Esenzione acconto 2020

DL 104/20 – Esenzione Saldo 2020

L. 178/20 – Esenzione Acconto 2021

In particolare, ai sensi del c. 599 dell’art. 1 della L. 178/20, per l’anno 2021 non è dovuta la prima rata IMU relativa a:

  1. immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;
  2. immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze (ossia gli alberghi), immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed and breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate;
  3. immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimento di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  4. immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi, siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Pensionati esteri

La seconda ipotesi da segnalare è relativa alla introduzione di una forma di agevolazione per i pensionati residenti all’estero.

Forse si potrebbe parlare di “reintroduzione”, visto che una previsione analoga esisteva anche precedentemente alla riforma IMU entrata in vigore lo scorso anno, anche se la disposizione vigente sino al 2018 si sostanziava in una assimilazione all’abitazione principale, non in una riduzione dell’imponibile, come invece accade dal 2021.

Il comma 48 dell’art. 1 della L. 178/20 prevede che, a partire dall’anno 2021 i soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, possono applicare l’IMU ridotta alla metà; tale agevolazione trova applicazione esclusivamente a favore di una sola unità immobiliare a uso abitativo, purché essa sia posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso.

Per tale immobile è altresì prevista la riduzione anche della tassa sui rifiuti, avente natura di tributo o la tariffa, la quale risulta dovuta in misura ridotta di due terzi.

Letteralmente la disposizione richiamata recita:

“A partire dall’anno 2021 per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d’uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia, l’imposta municipale propria di cui all’articolo 1, commi da 739 a 783, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, è applicata nella misura della metà e la tassa sui rifiuti avente natura di tributo o la tariffa sui rifiuti avente natura di corrispettivo, di cui, rispettivamente, al comma 639 e al comma 668 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è dovuta in misura ridotta di due terzi.”

La formulazione è molto diversa rispetto alla precedente analoga agevolazione (contenuta nell’art. 13 c. 2 del DL 201/11, modificato dall’art. 9-bis del DL 47/14) che recitava come di seguito:

“è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso”.

Rispetto alla precedente disposizione, come detto, opera una riduzione dell’imponibile alla metà e non un’assimilazione all’abitazione principale; la prima conseguenza è che dal 2021 risulterebbero agevolabili anche i fabbricati “di lusso” ossia quelli censiti nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Sfruttando quanto al tempo venne affermato, tramite la risoluzione 6/DF del 26 giugno 2015, va osservato che la lettera della norma richiede esclusivamente che il soggetto sia iscritto all’AIRE, non anche che l’immobile sia ubicato nello stesso comune di iscrizione all’AIRE.

Anche sotto il profilo del pensionamento, la presente disposizione pare certamente più permissiva:

  • in passato era richiesto che i contribuenti fossero “già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza”. Pertanto, se il Paese estero che erogava la pensione, in convenzione internazionale o autonoma, era anche il Paese di residenza del soggetto, poteva applicarsi il beneficio. Al contrario, nessun beneficio spettava se il pensionato risiedeva in un Paese estero diverso da quello che erogava la sua pensione, sempre autonoma o in regime di totalizzazione internazionale (ad es. un contribuente che percepiva una pensione italo-svizzera e risiedeva in Francia). Sul punto si veda la richiamata risoluzione 6/DF/15.
  • Oggi è semplicemente chiesto che i contribuenti “siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia”.

Sempre nella risoluzione 6/DF/15 il Ministero affermava che, per le unità immobiliari possedute dai cittadini italiani residenti all’estero per le quali non risultino soddisfatte le condizioni il Comune può, comunque, stabilire, nell’esercizio della propria autonomia regolamentare, un’aliquota agevolata, rispettando i limiti di legge.

In conformità con quanto in passato affermato nella risoluzione 10/DF del 5 novembre 2015, qualora il contribuente possieda sul territorio italiano più immobili, egli potrà scegliere su quale beneficiare dell’agevolazione in commento. L’applicazione di tale riduzione deve essere comunicata al Comune di ubicazione dell’immobile tramite la presentazione della dichiarazione IMU.

Immobili inagibili

La legge di bilancio 2021 prevede inoltre una disposizione finalizzata ad agevolare taluni immobili interessati in passato da calamità naturali.

Il c. 1116 stabilisce infatti che per i taluni comuni delle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna l’esenzione IMU prevista dall’art. 8 c. 3 secondo periodo del DL 74/12 è prorogata fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2021.

L’individuazione di tali comuni è contenuta nei seguenti provvedimenti:

  • per le regioni Lombardia e Veneto si deve far riferimento all’articolo 1, comma 1, del DL 74/12 e all’articolo 67-septies del DL 83/12, come eventualmente rideterminati dai commissari delegati;
  • per la regione Emilia Romagna occorre far riferimento all’articolo 15, comma 6, del DL 162/19.