Le società agricole e gli sconti sull’ICI

Le società agricole e gli sconti sull’ICI

Con la sentenza n. 26642 del 10 novembre scorso, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata in merito alle società agricole. In particolare i Giudici si sono espressi in favore dell’Ente Impositore riguardo alla possibilità delle suddette società di concorrere ai benefici previsti per le persone fisiche che esercitano attività agricola. Il dibattito sul tema in commento, aveva ripreso vigore in seguito all’ordinanza n. 375/2017 con la quale i giudici della Corte avevano espresso parere positivo sul fatto che il Dlgs 99/2004 potesse derogare in quanto successivo all’art. 58 del Dlgs 446/97 che, come noto, riservava le agevolazioni solamente alle persone fisiche iscritte alla previdenza agricola. La vicenda affrontata dai Giudici della Corte di Cassazione vede una società agricola di persone proprietaria di un’area fabbricabile per la quale si riteneva applicabile la finzione di non edificabilità delle aree. Secondo la contribuente è sufficiente dimostrare la natura di impresa agricola professionale ai sensi del Dlgs 99/2004, e la conduzione agricola del fondo da parte del socio, anch’egli imprenditore agricolo, anche in considerazione della regola generale di diretta imputazione ai soci degli effetti tributari concernenti le società di persone.

Per la Corte di Cassazione invece, in continuità alla pregressa giurisprudenza di legittimità che, in forza dell’articolo 58 del Dlgs 446/1997, ha sempre limitato le agevolazioni alle sole persone fisiche, il principio espresso dalla contribuente non è applicabile. Per i Giudici infatti «si tratta di disciplina connotata da specialità, perché di natura agevolativa in campo Ici; il che depone per la sua prevalenza sulla previsione generale di cui all’articolo 2, comma 4, del Dlgs 99/04, secondo cui «alle società agricole di cui all’articolo 1, comma 3, qualificate imprenditori agricoli professionali, sono riconosciute le agevolazioni tributarie in materia di imposizione indiretta e creditizie stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto». E ancora, si legge nella sentenza, è rilevante il fatto che “i presupposti dell’agevolazione devono sussistere in capo al soggetto passivo d’imposta, e quindi in capo alla società”. Nel caso specifico invece, il terreno era stato dato in locazione al socio, venendo quindi a mancare il requisito oggettivo in capo a chi è tenuto a versare l’imposta.

Il tema in commento è destinato al dibattito anche in ambito IMU in virtù dell’articolo 13, comma 2, del Dl 201/2011 che, diversamente, richiama i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali ex Dlgs 99/04.