IMPOSTA DI SOGGIORNO: elenco dei comuni turistici

IMPOSTA DI SOGGIORNO: elenco dei comuni turistici

Secondo il Tar di Milano, al fine di istituire l’imposta di soggiorno, la Regione non può qualificare indistintamente come “località turistica” o “città d’arte” tutti i comuni che la compongono. Questo perché le Regioni al loro interno sono composte da Comuni a forte vocazione turistica e da Comuni che costituiscono più semplicemente centri abitati funzionali a esigenze puramente residenziali, commerciali o industriali. Questo il tenore della sentenza n. 2525/2020 con la quale il Tribunale ha annullato la delibera della giunta regionale della Lombardia n. 145/2018. È noto come possono istituire l’Imposta di soggiorno solo i comuni che risultano inseriti negli elenchi regionali delle località turistiche. Se il comune non compare in questi elenchi la delibera istitutiva dell’imposta di soggiorno è nulla. I Giudici, con la sentenza in commento, sono intervenuti per stabilire la non regolarità di una delibera regionale che riconosce indistintamente tutti i Comuni meritevoli della qualifica di località turistica o città d’arte.

La lista dei comuni da inserire negli elenchi regionali di cui all’articolo 4 del Dlgs 23/2011 deve essere redatta in seguito ad un’istruttoria atta a verificare se il Comune da includere sia o meno meritevole della qualifica di “località turistica” o “città d’arte”.

Il senso di tale istruttoria non è certo quello di includere indistintamente i comuni attribuendo loro altrettanto indistintamente le qualifica sopra specificate soprattutto in territori che presentano realtà molto variegate.

La decisione del Tar Milano di annullare la delibera n. 145/2018 serve da monito per le altre Regioni come, ad esempio, il Veneto e l’Abruzzo che considerano tutti i propri comuni a vocazione turistica.