TARI: alle università spetta l’esenzione?

TARI: alle università spetta l’esenzione?

Con l’ordinanza n.25524/2019 la Cassazione ha stabilito che, anche se le università sono enti di diritto pubblico distinti dalle amministrazioni dello Stato, possono godere delle riduzioni eventualmente previste dal regolamento Comunale per le “scuole di ogni ordine e grado” applicabile alle superfici destinate ad attività didattiche.

I Giudici hanno chiarito che le università non possono godere dell’esenzione Tari di cui all’art. 33-bis del Dl 248/2007, in quanto la stessa non è applicabile a tutte le amministrazioni pubbliche, ma solo agli istituti scolastici statali che continuano a operare come organi dello Stato. La non applicabilità dell’esenzione però non incide sulla possibilità dell’università di accedere alla riduzione tariffaria prevista dal Regolamento Comunale per le superfici destinate ad attività didattica in quanto il presupposto di questa agevolazione non è la natura giuridica del soggetto, quanto piuttosto la destinazione delle superfici.

La controversia nasce dall’emissione di un avviso di pagamento relativo al versamento della Tari che l’Università aveva corrisposto in misura ridotta, beneficiando dell’agevolazione prevista dal regolamento Tari per le “scuole di ogni ordine e grado”. La società incaricata della riscossione per conto del Comune aveva preteso invece il versamento secondo quanto previsto dalla tariffazione ordinaria. In primo e secondo grado i Giudici non hanno riconosciuto il diritto all’agevolazione prevista dal regolamento Tari perché l’università non rientrava tra le istituzioni scolastiche statali di cui all’articolo 33-bis del Dl 248/2007.

Da qui il ricorso in Cassazione motivato dal mancato riconoscimento sia dell’esenzione soggettiva prevista in favore delle istituzioni scolastiche statali, sia della tariffa agevolata prevista per le scuole dal regolamento Tari per le superfici destinate ad attività didattiche.

Il già citato Dl 248/2007, ha stabilito che, a decorrere dal 2008, le istituzioni scolastiche statali sono esenti dal versamento della Tassa sui Rifiuti che viene versata per loro conto direttamente dal ministero della Pubblica Istruzione ai Comuni in maniera forfettaria. La Cassazione pone in evidenza che le università statali non possono essere equiparate alle istituzioni scolastiche statali, a cui la norma limita l’applicazione dell’esenzione. Le università non hanno la qualità di amministrazioni dello Stato poiché sono dotate di personalità giuridica e di autonomia didattica, scientifica, organizzativa, finanziaria, contabile, statutaria e regolamentare.

Il concetto appena esposto si rinforza inoltre se pensiamo che, sia gli impiegati tecnici sia i docenti e ricercatori, sono qualificati non più come dipendenti statali bensì come dipendenti dell’ente università.

L’esenzione prevista dall’art.33-bis del Dl 248/2007, riguarda esclusivamente quei soggetti di diritto pubblico che costituiscono nel contempo anche organi dello Stato che non può essere l’università la quale, come più volte ribadito dalla giurisprudenza di merito, sono un ente di diritto pubblico distinto dalle amministrazioni dello Stato. Ciò non toglie però che all’università debba esser riconosciuto il diritto alla riduzione tariffaria prevista dal regolamento comunale, poiché mentre nel caso dell’esenzione rileva la natura di istituzione scolastica statale, nel caso della riduzione rileva solo la destinazione delle superfici ad attività di istruzione.