IMU: persistenza del diritto di abitazione

IMU: persistenza del diritto di abitazione

Il diritto di abitazione permane in capo al soggetto passivo, anche se quest’ultimo non lo esercita realmente non abitando nel fabbricato gravato dal diritto reale di godimento. Questa la conclusione della Commissione Tributaria Provinciale di Milano che, con la sentenza n.3312/11/2019, ha accolto le doglianze espresse da una contribuente, anche se solo relativamente all’applicazione del regime sanzionatorio presente nell’atto notificato dal Comune impositore. Il caso di specie vedeva una contribuente titolare del diritto di abitazione su un fabbricato a destinazione abitativa nel quale però non vi dimorava abitualmente non esercitando quindi tale privilegio. Raggiunto dall’atto impositivo del Comune, aveva proposto ricorso, sulla base del fatto che, non esercitando tale diritto, di fatto quest’ultimo sarebbe decaduto in favore del proprietario che, secondo la tesi difensiva del contribuente ricorrente, sarebbe rientrato nella piena proprietà del fabbricato, e quindi soggetto tenuto all’obbligo tributario relativo. Diversa la tesi dei Giudici, peraltro a parere di chi scrive totalmente condivisibile: occorre espressa rinuncia al diritto reale per spogliarsi del Diritto Reale. In caso contrario il titolare del Diritto di abitazione rimane tale, con due regimi impositivi diversi a seconda della destinazione d’uso:

– se egli dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’immobile quest’ultimo seguirà il trattamento previsto per le abitazioni principali;

– se egli non adibisce il fabbricato quale dimora abituale, dovrà tassare il proprio fabbricato quale seconda casa.