Cosap: i viadotti pagano il canone

Cosap: i viadotti pagano il canone

La Corte d’appello di Roma, con la sentenza n. 6261/2019, ha deciso che la Società Autostrade deve pagare Cosap per i cavalcavia che occupano lo spazio sovrastante le strade comunali.

La vicenda trae origine dal ricorso presentato dalla Società autostrade in merito alla pretesa tributaria avanzata dal Comune per il pagamento Cosap relativamente a due cavalcavia che occupavano lo spazio sovrastante le strade comunali. In primo grado, il ricorso presentato dalla Società veniva accolto dai Giudici che avevano ritenuto le opere non suscettibili al versamento del tributo perché opere realizzate nell’interesse della collettività. Di parere opposto invece la Corte d’appello di Roma. In primo luogo i Giudici romani hanno ribadito che il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche è disciplinato nel dettaglio dal regolamento locale che ricalca per la sua applicazione i medesimi presupposti della tassa. Per effetto di ciò, non è possibile estendere l’esonero previsto per l’occupazione “effettuata dallo Stato”, previsto dall’art. 49 del Dlgs 507/93 e dal regolamento comunale Cosap, trattandosi di materia derogatoria, come tale soggetta a interpretazione restrittiva, considerato peraltro che la società autostradale è soggetto diverso dallo Stato né può essere considerata una “longa manus” dell’ente concedente, che oltretutto sarebbe l’Anas. In conclusione, è bene ricordare come ormai l’orientamento giurisprudenziale vada sempre più nella direzione scelta dai Giudici della Corte d’appello; anche ai fini Tosap la Cassazione ha definitivamente chiuso la querelle in favore dei Comuni assoggettando al tributo la società autostradale per l’occupazione di suolo pubblico con cavalcavia e piloni.