IMU: locazione finanziaria e soggettività passiva

IMU: locazione finanziaria e soggettività passiva

La Ctr Milano, con la sentenza n.4084/18, si è pronunciata in merito alla soggettività passiva Imu nelle ipotesi di immobili concessi in locazione finanziaria.

Nello specifico, una società impugnava il provvedimento di diniego al rimborso prodotto dal Comune per somme Imu versate relativamente ad un immobile concesso in leasing a terzi, poi risolto per inadempimento. La decisione della Ctr rovescia il giudizio di primo grado che aveva dato ragione alla ricorrente affermando che il soggetto passivo dell’Imposta si deve ritenere il locatario fino alla riconsegna del bene.

La Commissione regionale invece, citando l’art. 9, comma 1 del Dlgs 23/2011, evidenzia come lo stesso, per gli immobili concessi in locazione finanziaria, individui nel locatario il soggetto passivo Imu dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. Va ricordato però anche che, nell’ipotesi di risoluzione anticipata del contratto di locazione finanziaria, l’Imu “è dovuta dalla società concedente dalla data della risoluzione anticipata, indipendentemente dalla riconsegna dell’immobile”, a nulla rilevando la differente disciplina normativa concernente la Tasi, il cui presupposto impositivo è, invece, il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati. Per i Giudici regionali inoltre non rileva nemmeno l’onere della comunicazione e/o dichiarazione ai fini Imu da effettuare entro novanta giorni dalla data di riconsegna del bene risultante dal relativo verbale, gravante solidalmente sia sulla società di leasing, sia sul locatario detentore senza titolo dell’immobile.

Ctr Milano, sentenza n.4084/2018

Il tema del termine della soggettività passiva IMU in caso di risoluzione contrattuale è decisamente delicato: talvolta infatti accade che l’utilizzatore finisca per essere assoggettato ad una procedura concorsuale e il concedente (società di leasing) prema per estendere all’IMU la nozione di soggettività passiva applicabile alla TASI. Ai fini TASI, infatti, la L. 147/13 prevede esplicitamente che la soggettività passiva torni in capo al concedente solo con la riconsegna, che può anche avvenire molto tempo dopo rispetto alla risoluzione del contratto. Le società di leasing premono ovviamente per una soluzione più “interpretata” che equipari i due tributi, posizione già accettata da diverse Commissioni Tributaria Provinciali.

Questa CTR, ligia al tenore letterale della norma, è di grande interesse in quanto riporta in capo al concedente la soggettività passiva già al momento della risoluzione.

La differenza per l’ente è di non poco conto, posto che il concedente è normalmente soggetto solvente, mentre il fallimento potrebbe non esserlo; malgrado l’IMU per il maxi periodo fallimentare sia dovuta in prededuzione, prelevandola sul prezzo di vendita, visto il difficile mercato immobiliare potrebbe capitare che il prezzo di vendita non sia neppure sufficiente a coprire l’IMU dovuta sull’immobile (il periodo fallimentare potrebbe infatti coprire diversi periodi d’imposta.