ICI/IMU: le scuole paritarie

ICI/IMU: le scuole paritarie

La Ctr Lombardia, con la sentenza n. 4400 del 18 ottobre scorso ha affermato che per l’immobile di proprietà della scuola paritaria spetta l’esenzione Ici.

La vicenda trae origine da un avviso di accertamento Ici con il quale era stato accertato il mancato pagamento dell’Imposta dovuta per un fabbricato utilizzato, secondo il Comune, come scuola paritaria con pagamenti di corrispettivi da parte degli alunni frequentanti.

L’Ente ha argomentato con i seguenti punti, ricevendo ragione nel primo grado di giudizio: il pagamento di un corrispettivo che, per quanto modesto, rivela l’esercizio dell’attività con modalità commerciali (così anche la Corte di cassazione 11425/15); l’inutilizzabilità del Dm 200/2012; l’effetto della decisione della Commissione europea.

La Ctr della Lombardia ha rovesciato il parere dei giudici di primo grado ritenendo applicabile al caso di specie l’articolo 91/bis comma 3 del Dl 1/2012 e il regolamento attuativo Dm 200/2012, condivisi dalla Commissione europea, necessari ad assicurare concreti parametri ai principi, di incerta e non facile applicazione, delineati dalla Cassazione e dal Consiglio di Stato attraverso le sentenze nn. 14225/15 e 29217/16. In tal senso, infatti, il Dm 200 ha colmato la lacuna. I Giudici, al fine del riconoscimento dell’esenzione dal tributo, hanno evidenziato che l’istituto in accordo con il Comune, per la gestione del nido e della materna, aveva fissato delle rette in funzione del reddito delle famiglie alle quali si aggiungeva un contributo perequativo da parte del Comune stesso per pervenire sostanzialmente ad un pareggio nei conti. E ancora, visto il contributo fornito dalle famiglie sia pure nella misura determinata dal Comune in funzione del reddito, i Giudici della Suprema Corte hanno ritenuto di poter utilizzare i parametri del Dm 200/2012 in quanto derivanti dall’art. 91/bis inserito nella normativa Ici ed in seguito Imu e perché costituivano l’unico strumento, riconosciuto dalla Commissione europea, utilizzabile per misurare concretamente la gestione con modalità “non commerciali”.