ICI/IMU: fabbricati rurali e pertinenzialità delle aree edificabili

ICI/IMU: fabbricati rurali e pertinenzialità delle aree edificabili

La Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna si è espressa in tema di ruralità e di pertinenzialità delle aree edificabili, confermando l’ormai consolidato filone giurisprudenziale che vede l’importanza della classificazione catastale per poter attestare la sussistenza dei requisiti di cui al D.L.557/1993, e l’effettiva utilizzazione per quanto riguarda le aree edificabili utilizzate come “giardini”, ai sensi dell’articolo 817 del Codice Civile. Proprio su quest’ultima fattispecie i Giudici Regionali, prendono spunto da più pronunce ad opera della Suprema Corte di Cassazione, che aveva individuato nella documentazione fotografica e dalla presenza di manufatti gli elementi utili per determinare la pertinenzialità (o meno) di un terreno.

Nel caso di specie un Comune emetteva atti impositivi con riferimento ad un’area edificabile di dimensioni importanti rispetto all’immobile principale e con riferimento a due immobili classati rispettivamente in categoria C/06 e C/02 ma utilizzati, secondo il contribuente, come deposito attrezzi agricoli.

I Giudici Regionali hanno accolto parzialmente l’appello del Comune resistente, confermando l’imponibilità dei fabbricati e l’esenzione dell’area edificabile utilizzata come giardino.

Proprio nei confronti di quest’ultima i Giudici, confermando quanto già espresso dalla Suprema Corte di Cassazione (fra tutte, Sentenza n.15739 del 13 Luglio 2007), commentano che “……anche se il mappale risulta ancora autonomamente accatastato, la documentazione fotografica prodotta………….la sussistenza di una recinzione metallica, una siepe alta metri 3 possono deporre per la natura pertinenziale dell’area. Ciò posto, all’interno dell’area sono presenti alberi di alto fusto ……..l’area in esame, in definitiva, risulta essere destinata a parco-giardino”

Con riferimento ai fabbricati, invece, la teoria dei Giudici è favorevole al Comune Impositore: va detto, per completezza d’informazione, che i due fabbricati sono (ora) autocertificati, ma che questa attestazione non copriva retroattivamente l’annualità di imposta accertata, né i contribuenti avevano provato in concreto l’utilizzo agricolo nell’annualità di riferimento della Sentenza.

Si evince nella pronuncia “con riferimento ai fabbricati strumentali all’attività agricola, invece, questo Collegio ritiene di dare seguito all’ormai consolidato orientamento della Corte di Cassazione secondo cui l’esenzione dall’Ici per i fabbricati di tipo rurale segue il criterio della determinazione catastale, nel senso che per la dimostrazione della ruralità dei fabbricati, ai fini del trattamento esonerativo, è rilevante l’oggettiva classificazione catastale con attribuzione della relativa categoria (A/06 o D/10)……Solo l’immobile riconosciuto come rurale, in conseguenza della riconosciuta ricorrenza dei requisiti previsti dal D.L. 30 Dicembre 1993, n.557 art.9 non è soggetto all’imposta”

Viene quindi confermata la decisività della classificazione catastale, e l’impossibilità per i Giudici di entrare nel merito della sussistenza dei requisiti di ruralità, così come consolidato dalla Suprema Corte; con riferimento ai terreni pertinenziali qualificate come aree edificabili dallo strumento urbanistico, l’effettiva utilizzazione ai sensi dell’articolo 817 del Codice Civile supera il dato catastale.