Rendite catastali: quando la notifica è indispensabile

Rendite catastali: quando la notifica è indispensabile

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 22789 ha chiarito l’applicazione dell’art. 74 della Legge 342/2000, in relazione all’obbligo di notifica. I Giudici hanno espresso il parere secondo il quale, per le rendite catastali attribuite a partire dal 1° gennaio 2000, la notifica rappresenta un elemento costitutivo della loro efficacia ed in assenza di notifica quindi, l’accertamento emesso dal Comune ai fini Ici è nullo. La sentenza riguarda il caso di un contribuente che, avendo eseguito dei lavori sull’immobile, aveva denunciato una variazione al catasto. Il Comune notificava un avviso di accertamento Ici applicando la maggiore rendita attribuita dal catasto.

In risposta, il contribuente evidenziata la non regolarità dell’atto in quanto non aveva, a detta sua, mai ricevuto la notifica della rendita da parte dell’Agenzia del Territorio.

I Giudici della Cassazione annullavano l’accertamento.

Analizzando la questione dobbiamo trovare la corretta interpretazione dell’articolo 74 della legge 342/2000. Il primo comma del suddetto articolo recita: ”a decorrere dal 1° gennaio 2000 le rendite catastali hanno efficacia solo a decorrere dalla loro notificazione”. A questo proposito la Corte rileva che “la disciplina recata nei successivi due commi si riferisca alla regolamentazione del periodo transitorio, riferito alle rendite in atti al 31 dicembre 1999 e non ancora notificate. Solo relativamente a tali rendite è consentito ai Comuni di provvedere direttamente alla notifica delle stesse, per mezzo della trasmissione degli avvisi di accertamento Ici”. In questo secondo caso quindi, l’atto impositivo del Comune svolge una duplice funzione, di accertamento tributario e di notifica della rendita catastale con la conseguenza che, nel caso in cui il contribuente volesse proporre ricorso, dovrebbe produrre due atti, uno contro il Comune, per contestare il debito fiscale, e l’altro contro il Territorio per contestare la rendita.

La Corte osserva ancora che “tale facoltà di surrogazione degli uffici catastali, non è tuttavia ammessa a regime, per le rendite attribuite a partire dal 1° gennaio 2000. Per tali rendite, infatti, il requisito della notifica da parte degli uffici finanziari è imprescindibile e la sua omissione determina l’illegittimità dell’atto accertativo fondato sulle rendite medesime”.

Per quanto concerne poi la data di efficacia delle rendite notificate è opportuno verificare il periodo in cui si sono verificati gli eventi. Nella vicenda in commento, se la rendita fosse stata comunicata dal catasto, essa avrebbe trovato applicazione a decorrere dalla data di ultimazione dei lavori eseguiti sull’immobile (si veda la sentenza della Cassazione n.17825/2017). I principi affermati valgono ovviamente anche ai fini dell’Imu e della Tasi.