IMU: fabbricati di interesse storico e artistico

IMU: fabbricati di interesse storico e artistico

Ancora una volta, la Corte di cassazione, si è pronunciata in merito alla questione del delitto di peculato in assenza di riversamento al Comune delle somme derivanti dall’Imposta di soggiorno.

Con la sentenza n. 6130, i Giudici hanno condannato per il delitto di peculato un imprenditore che aveva omesso di riversare l’Imposta di soggiorno al Comune, confermando l’orientamento giurisprudenziale delle recenti sentenze.  La Corte infatti rispetto alle sentenze precedenti, evidenzia come “non vi è motivo per discostarsi, condividendone il Collegio le conclusioni”.

La vicenda esaminata dalla Corte riguarda la contestazione fatta ad un amministratore delegato di una società proprietaria di un Hotel milanese di appropriazione di quasi cinquantamila euro incassati a titolo di imposta di soggiorno versati dai clienti della struttura. Tale somma non era mai stata riversata al Comune come previsto dalla norma.

Il reato di peculato si manifesta nel momento in cui “un pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio si appropria di una somma di danaro o di altra cosa mobile altrui, avendone la disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio il possesso”. Il Giudice ha investito della qualità di incaricato di pubblico servizio il titolare della struttura alberghiera che, anche in assenza di un preventivo incarico da parte della Pa, procedeva effettivamente e materialmente alla riscossione dell’imposta di soggiorno. In buona sostanza, gli elementi utili affinché un soggetto rivesta la qualifica di agente contabile, ai fini della sussistenza della giurisdizione della Corte dei conti in materia di responsabilità contabile, sono soltanto il carattere pubblico dell’ente per il quale il soggetto agisce e del denaro o del bene oggetto della sua gestione.