Ici: riscossione frazionata

Ici: riscossione frazionata

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 30170/2017 ha affermato il principio per il quale “anche se l’avviso di accertamento viene impugnato, l’ici e gli altri tributi locali si riscuotono per intero, non si applica ai tributi locali, a differenza dei tributi erariali, la così detta “riscossione frazionata” in pendenza di giudizio. Il contribuente è tenuto a pagare per intero le somme
accertate, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto impositivo”
. Per i Giudici della Corte, l’articolo 68 del decreto legislativo 546/1992 che prevede il pagamento parziale dei tributi in
pendenza del processo non può essere applicato all’ICI poiché, afferma la Corte, “per tale tributo non trova applicazione l’istituto della riscossione frazionata”.

A completamento di quanto enunciato, i Giudici affermano inoltre che in caso di mancato versamento entro 60 giorni dalla data di notifica dell’atto, il comune o il concessionario, che svolge l’attività per conto dell’ente, possono riscuotere coattivamente le somme accertate.

La sentenza in commento può trovare applicazione anche per gli altri tributi (IMU, TASI, TARI) e, laddove vi siano accertamenti non ancora divenuti definitivi, in pendenza dei ricorsi innanzi alle commissioni tributarie, l’ente è legittimato al recupero integrale della pretesa tributaria e non solo limitatamente per la quota di un terzo.

Per la Cassazione quindi non è opponibile l’articolo 68 della normativa processuale tributaria che prevede “la riscossione frazionata del tributo solo per le somme determinate a seguito di una sentenza tributaria di merito”. Il comune quindi può riscuotere totalmente l’Ici, l’Imu, e gli altri tributi locali, poiché il titolo derivante dall’atto di accertamento è esecutivo per l’intero ammontare.