ICI: applicazione della rendita DOCFA

ICI: applicazione della rendita DOCFA

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3057 del 6 febbraio 2018 si è uniformata al consolidato orientamento di legittimità secondo cui “in tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), qualora il contribuente si sia avvalso per accatastare l’immobile della procedura DOCFA, prevista dal D.M. 19 aprile 1994, n. 701, il Comune nell’emettere l’avviso di liquidazione del tributo non solo non ha la necessità di notificare la rendita proposta ma può motivare il proprio provvedimento sulla scorta dei contenuti della medesima procedura DOCFA, in quanto noti al contribuente”.

La Corte ha ribaltato la decisione della Ctr Toscana in merito ad un avviso di accertamento ICI per l’anno 2008, accogliendo le doglianze dell’Ente il quale aveva posto all’attenzione della Corte l’errato comportamento dei Giudici di secondo grado che avevano evidenziato la necessità della notifica della variazione catastale richiesta mediante procedura DOCFA dal contribuente e per avere ritenuto non utilizzabile la rendita proposta in quanto non definitiva non essendo decorsi 12 mesi dalla sua proposizione.

A riguardo di tale termine, di cui all’art. 1, c. 3, del D.M. n. 701/1994, i Giudici hanno affermato  come esso debba considerarsi meramente ordinatorio, per cui, ove anche l’Amministrazione non provveda a definire nei termini la rendita del bene oggetto di classamento, saranno le dichiarazioni presentate dai contribuenti, ai sensi del D.P.R. n. 1142/1949 art. 56, a valere come “rendita proposta” fino a quando l’ufficio non provvederà alla determinazione della rendita definitiva ed il contribuente sarà tenuto al pagamento delle somme dovute ai fini ICI sulla base della rendita proposta.