TOSAP: L’affidataria del parcheggio non paga la Tassa

TOSAP: L’affidataria del parcheggio non paga la Tassa

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 613/2020, ha stabilito che in tema di Tosap, la società affidataria del servizio di gestione di aree destinate a parcheggio è esente dal versamento della Tassa, poiché essa agisce quale “mero sostituto del Comune, che resta l’unico e solo occupante della sede stradale”, nonostante sia previsto un indennizzo in suo favore. La vicenda nasce dal contraddittorio tra la società concessionaria del servizio Tosap (coadiuvata dal Comune) e il consorzio affidatario del servizio di gestione di un’area destinata a parcheggio in merito alla sussistenza del presupposto impositivo Tosap, per gli anni 2009-2010, in relazione al suolo pubblico occupato dal consorzio. Per la concessionaria si trattava di una occupazione “in forza di un titolo concessorio” che quindi presupponeva il pagamento della tassa, mentre per il consorzio, l’occupazione era meritevole di esenzione ai sensi dell’art. 49, comma 1, lett a) del Dlgs 50/1993 perché si trattava di una occupazione “in sostituzione del comune”.

I Giudici della Suprema Corte hanno deciso in favore del consorzio riconoscendogli il diritto all’esenzione dal versamento della Tosap. A supporto della sentenza, la Corte ha evidenziato come secondo gli artt. 38 e 39 del Dlgs 507/1993, il presupposto impositivo della Tosap è costituito dalle occupazioni di qualsiasi natura di spazi e aree pubbliche appartenenti al demanio o patrimonio indisponibile di Comuni e Province, che determini “un’effettiva sottrazione della superficie all’uso pubblico“. Nel caso di specie, poi, trattandosi di un’area comunale appartenente alla rete viaria della città adibita a parcheggio di autoveicoli in concessione a società privata, siamo di fronte a un mero servizio di gestione del parcheggio (in sostituzione del Comune), accompagnato dal potere di esazione delle somme da destinare in parte nelle casse comunali, il che non determina alcuna sottrazione nell’uso pubblico e perciò legittima l’esenzione.