IMU aree edificabili: se il Comune cambia i valori non serve la dichiarazione

IMU aree edificabili: se il Comune cambia i valori non serve la dichiarazione

La commissione provinciale di Como, con la sentenza n. 285/1/2019, ha stabilito che, in ambito IMU, in caso di variazione del valore delle aree edificabili, risultante dalla modifica dei valori di riferimento adottati dal Comune, il contribuente non è tenuto alla presentazione della dichiarazione Imu. In buona sostanza, nel caso in cui il contribuente abbia versato meno del dovuto, si configura l’omesso versamento e non l’infedele o omessa denuncia, con la conseguenza che la prescrizione si verifica al compimento del quinto anno e non del sesto.

Nel caso esaminato dai Giudici comaschi, ad un contribuente era stato contestato un minor versamento IMU per un’area fabbricabile di sua proprietà per l’anno di Imposta 2012 attraverso un avviso di accertamento notificato a fine 2018. Il Comune aveva notificato l’atto nel corso del sesto anno considerando il fatto che, avendo deliberato nel 2012 la nuova tabella dei valori delle aree edificabili, ma non avendo il contribuente adeguato gli importi dei versamenti basandosi sui valori degli anni precedenti, poteva esser contestata l’omessa dichiarazione di variazione. La scadenza per la presentazione della dichiarazione infatti era giugno 2013 e il quinquennio dell’accertamento iniziava quindi a decorrere da tale anno. La commissione invece è stata di parere diverso. Accogliendo la tesi del contribuente, l’unica contestazione possibile da parte dell’Ente era l’obbligo di versamento e non l’omessa dichiarazione in quanto il Comune era a conoscenza del nuovo valore delle aree, e non vi era quindi alcun obbligo dichiarativo. L’obbligo dichiarativo, proseguono i giudici, si configura solo con riferimento ai dati non conoscibili dal Comune. In forza di tale premessa giuridica, i giudici lombardi hanno annullato l’accertamento per decadenza dei termini poiché il periodo iniziale del quinquennio era il 2012 (omesso versamento) e non il 2013 (omessa denuncia).

La decisione dei Giudici desta non poche perplessità se non altro perché da sempre i valori tabellari delle aree edificabili deliberati dai comuni sono nulla più che una indicazione che il contribuente, con le opportune accortezze, può pedissequamente seguire o meno. Il contribuente può scegliere liberamente se adeguarsi ai nuovi valori oppure utilizzarne degli altri.

La decisione assunta dai giudici comaschi è totalmente priva di ogni fondamento giuridico. Se è vero, come è vero, che la base imponibile per il 2002 si era incrementata, questa doveva essere oggetto di dichiarazione (si tratta infatti di uno dei casi per i quali le istruzioni alla compilazione del modello di variazioni IMU impone la presentazione). Nulla rileva il fatto che l’ente conosceva il valore deliberato, perché tale valore non costituisce base imponibile, ma valori ai quali il contribuente può adeguarsi o meno e, se decide di adeguarsi, deve presentare dichiarazione per comunicare l’adeguamento e il valore a cui si è adeguato.